FRANCESCO MANGIALAVORI
Counselor, Consulente, Formatore - Facilitatore CranioSacrale, Professionista del Benessere Psicofisico
Professionista ai sensi della L. 4/2013 - Iscritto nei registri AIDE con la qualifica di Facilitatore di Discipline Evolutive Avanzato (FDEA)

Cerchio del Potere Personale
Camminare il cerchio del Potere Personale
Ti è mai capitato di dire sì quando dentro c'era un no?
Di rimandare una cosa che volevi, e magari chiamarla prudenza?
Di aver sentito subito che qualcosa non era per te, eppure averci messo anni ad ammetterlo?
Di continuare a guardare indietro a qualcosa che era già finito?
Di funzionare bene, e poi accorgerti che non stavi vivendo?
Non è debolezza e non è mancanza di volontà. In quei momenti non stavi scegliendo: stavi ripetendo un vecchio copione.
Questa pagina parla di come si torna a scegliere.
Non è che non hai capito il problema.
Ci sono passaggi in cui l'impegno non basta. Decidi, provi, cambi le circostanze e ritrovi lo stesso nodo con un altro nome.
Non è mancanza di volontà. È che alcune forze dentro di noi lavorano al buio. E finché restano al buio, continuano a decidere al posto nostro.
Perché succede
Ogni emozione è un segnale che arriva dal profondo. Non un disturbo da gestire, non uno stato da correggere: un messaggio che parte dalla parte più antica di noi e cerca di raggiungere quella che ragiona e decide.
Quando quel messaggio non viene ascoltato, non smette di arrivare. Cambia forma. Diventa tensione, ripetizione, blocco.
E c'è una seconda conseguenza, meno evidente e più importante.
Ogni emozione custodisce una risorsa.
Chi non si concede la rabbia non riesce a difendere il proprio spazio. Chi non attraversa la paura non si muove verso quello che non conosce. Chi non si permette la tristezza continua a portarsi dietro cose già finite. Chi non ascolta il proprio disgusto accetta cose che non gli appartengono. Chi non si fida della gioia rimanda la vita a quando tutto sarà a posto.
Non c'è scorciatoia, e questa è la tesi su cui l'intero percorso è costruito: L'accesso alla risorsa passa dall'emozione che la custodisce.
Culturalmente alcune emozioni sono trattate come accettabili e altre no. Esistono emozioni senza cittadinanza, e chi ne ha espulsa una dal proprio repertorio ha perso, insieme a quella, un'intera direzione dell'essere.
Le cinque forze e le loro emozioni
Il Cerchio lavora su cinque emozioni fondamentali. Ciascuna è la porta di una forza interiore, che il percorso chiama con il nome di una figura riconoscibile.
Le cinque figure non hanno genere: sono forze che abitano in ciascuno di noi, oltre il maschile e il femminile biologici o sociali.
Il Guerriero - la rabbia
La rabbia non è il problema: ti dice che qualcosa di ingiusto sta accadendo. Il problema comincia quando non sai più dove finisci tu e dove comincia qualcun altro: e allora o non entri mai, e il confine lo sposta chi vuole, oppure entri sempre e senza misura.
Lavoriamo su confini, spazio proprio, capacità di dire no senza doverlo giustificare.
Elemento: acqua. Animale: orso. La rabbia monta come un'onda, non come una fiamma. E l'orso è massa che monta: sta fermo, poi si alza e diventa improvvisamente enorme.
Il Sovrano - la paura
La paura non ti rende fragile: ti sta dicendo che qualcosa di prezioso è a rischio. Il problema comincia quando la risposta è sempre la stessa — consegnare le decisioni a qualcun altro, oppure tenere tutto sotto controllo per non fidarsi di nessuno.
Lavoriamo su decisioni, responsabilità, e la differenza tra governare e controllare.
Elemento: terra. Animale: bisonte. La mandria che si dispone in cerchio attorno ai piccoli: il branco che è il regno.
L'Alchimista - la tristezza
La tristezza non è un guasto da riparare. Ti dice che la mappa con cui ti muovevi non funziona più, e ti chiede di tornare a guardarla. A volte si resta fermi dentro l'emozione, a volte si resta fermi dentro un'idea — e in entrambi i casi non si torna a guardare niente.
Lavoriamo su ciò che è finito, su ciò che va rivisto, e sulla capacità di cambiare idea senza viverlo come una sconfitta.
Elemento: aria. Animale: lupo. Legge le tracce per giorni prima di muoversi. E il lupo che si stacca dal branco è il ritorno al proprio laboratorio.
Il Sacer - il disgusto
Il disgusto è l'unica emozione che ti dice cosa non ti appartiene prima ancora che tu ci abbia pensato. Ma può anche non parlare mai — e allora si insegue ogni direzione senza sceglierne una — oppure parlare su tutto, e allora si diventa rigidi, critici, immobili.
Lavoriamo su direzioni, criteri di scelta, e la differenza tra ciò che ti nutre e ciò che ti consuma.
Sul nome: Sacer, in latino, significa insieme sacro e maledetto: è ciò che è messo a parte. Non separa secondo un codice esterno — quello sarebbe un giudice. Separa nel corpo, per contatto: la logica della soglia e del non-toccare.
Elemento: fuoco. Animale: cavallo. Il cavallo non mette lo zoccolo dove il terreno non è sicuro. Si impunta, scarta, sente il pericolo prima di vederlo. Non giudica — non va.
L'Amante — la gioia
La gioia non arriva quando tutto è a posto. Arriva quando smetti di aspettare che lo sia. Senza, si funziona ma non si vive: ci si accende per ogni lucciola, oppure si scappa dall'intimità proprio dove c'era qualcosa da perdere.
Lavoriamo sul sentire, sui legami, e sulla possibilità di ricevere senza doverlo meritare.
Elemento: energia. Animale: cervo. Petto scoperto, animale di soglia: sente prima di vedere.
Il cerchio
Perché è un cerchio, e cosa c'è al centro
Le cinque forze non sono una scala da salire. Sono cinque direzioni disposte in cerchio: nessuna più alta delle altre, nessuna privilegiata.
E al centro non c'è una sesta forza. Al centro c'è uno spazio vuoto.
Non è un vuoto come mancanza. È lo spazio in cui l'automatismo si interrompe: dove la reazione abituale non parte, e diventa possibile una risposta diversa. È il luogo della scelta.
Il centro resta vuoto per una ragione precisa: se ci fosse una figura, il percorso direbbe a ciascuno in che cosa deve trasformarsi. Vuoto, ogni persona lo abita a modo proprio.
Nel percorso si compiono due movimenti insieme: si gira lungo il cerchio, fra le cinque direzioni, e si va verso il centro. Cerchio più direzione interna fa una spirale.
Per questo il Cerchio si ripete: un giro completo delle cinque forze è un passo verso l'interno.
Si torna sulle stesse tematiche a una profondità diversa. Non è un percorso che finisce: è un percorso che approfondisce.
Ogni ciclo è fare un passaggio più in profondità, un passo nel tuo cammino.
Come la vita, il ciclo, il Cerchio si ripete… ma ogni volta ti porta ad una nuova profondità ad una nuova trasformazione.


Il movimento è verso l'interno, non verso l'alto
Che cosa si fa
Che cosa facciamo, in concreto
Non sono lezioni. Si lavora con il corpo, con le immagini, con la voce e con il gruppo — alternando lavoro individuale, condivisione in cerchio, esercizi a due e in piccoli gruppi.
Il tragitto di ogni lavoro ha sempre la stessa forma:
1 · Trovi l'emozione nel corpo. Non ne parli: la localizzi, e la lasci crescere fino a esserne contenuto.
2 · Fai un passo indietro. Non con la mente — attraverso l'animale, che è la stessa forza in forma istintiva. È il passaggio che permette di arrivare alla forza senza restare impigliati nelle proprie idee su di essa.
3 · Guardi da dentro la forza. E da lì vedi le forme in cui, fino a quel momento, quella forza restava bloccata.
4 · Scegli. È il momento in cui l'automatismo si interrompe.
5 · Le altre quattro forze entrano a sostenere. Nessuna si integra da sola: il Sacer discerne, l'Amante accoglie, il Sovrano governa, l'Alchimista trova la formula personale.
Nessuno è obbligato a parlare o a esporsi. Ognuno partecipa nella misura che sente: il gruppo non spinge, accompagna.
Sugli animali
In ogni lavoro c'è un animale. Non è un simbolo da interpretare né una credenza da accettare: è un'immagine che rende riconoscibile una forza nel corpo, prima che la mente arrivi a spiegarla.
Funziona per una ragione tecnica: il corpo capisce certe cose molto prima del pensiero, e un'immagine istintiva non passa dai filtri che ci siamo costruiti nel tempo.
Non serve saperne nulla prima. Lo si scopre lavorandoci.
Struttura
Come è strutturato il percorso
Una sessione individuale iniziale in cui identificare e impostare il tuo obiettivo personale.
Sei incontri esperienziali di gruppo in presenza, di una giornata ciascuno: cinque dedicati alle cinque forze, e un sesto al centro del cerchio.
Sessioni collettive online fra un incontro e l'altro, di accompagnamento e integrazione.
Una sessione individuale conclusiva, in presenza.
Le due sessioni individuali non sono un accessorio: sono il punto in cui il lavoro di gruppo diventa tuo, e la ragione per cui il percorso sostiene una profondità che un seminario singolo non può reggere.
Gruppo: massimo 15 persone
Quando: in corso di definizione
Dove: in corso di definizione
Costo: in corso di definizione
Il percorso è ciclico e ripetibile: chi lo ha già camminato può ripercorrerlo, e lo ritrova a una profondità diversa.
Se vuoi cominciare da meno
Esiste un percorso introduttivo che ho realizzato a Cornaredo (Crescita Personale) che lavora il contatto con le cinque forze: emozione, animale, archetipo.
Non scende nel lavoro sulle forme in ombra, che richiede la cornice individuale del ciclo completo. È il modo più semplice per capire se questo lavoro ti riguarda, prima di impegnarti sul percorso intero.
È per te se
attraversi un passaggio o una crisi e vi trovi resistenze.
riscontri difficoltà a comprendere o attraversare determinate emozioni.
ti poni un obiettivo e qualcosa ti ostacola in modo ricorrente.
nel tuo percorso di crescita incontri un limite che non riesci a superare.
cerchi un lavoro che tenga insieme corpo, emozione e consapevolezza.
preferisci un impegno definito nel tempo a un percorso senza forma.
Non è per te se
Preferisco dirlo con chiarezza, così nessuno perde tempo.
stai attraversando una fase acuta di sofferenza psichica: in quel caso serve un percorso clinico, e se me lo chiedi ti indico a chi rivolgerti.
sei in trattamento per una condizione che richiede continuità clinica, senza averne parlato con chi ti segue.
cerchi una soluzione rapida a un problema circoscritto.
cerchi una diagnosi o una cura.
Che cosa porti a casa
Non impari a gestire le emozioni. Impari ad ascoltarle.
E impari una cosa più precisa: che l'ombra non è un difetto da correggere. È una posizione obbligata il punto in cui non puoi fare altrimenti.
Per questo il percorso non ti chiede di essere più moderato. Ti restituisce la possibilità di scegliere: integrare significa che una fissità diventa una scelta.
Il Cerchio apre un processo e ti dà gli strumenti per condurlo. Il lavoro continua fuori dall'aula, e il counseling di accompagnamento è lì per questo.
Chi conduce
Sono Francesco Mangialavori, counselor professionista ai sensi della L. 4/2013 iscritto nei registri AIDE come Facilitatore di Discipline Evolutive Avanzato e facilitatore CranioSacrale Upledger. Da vent'anni accompagno persone e gruppi nei passaggi di trasformazione, con sessioni individuali e lavoro di gruppo.
Il Cerchio del Potere Personale è il frutto e la sintesi di questo lavoro. Ne sono l'autore.
Da dove viene il metodo. L'impianto operativo è di derivazione psicosintetica: il passo indietro dalla carica emotiva, il lavoro sulle parti di sé, il governo di sé come atto di volontà sono strumenti che la psicosintesi di Roberto Assagioli ha formulato per prima. Qui sono portati nel corpo attraverso il lavoro somatico. È di ispirazione junghiana quanto alla natura dell'ombra, al ritiro della proiezione e alla natura del centro. Gli animali sono risorse imaginali di ispirazione sciamanica: non discendono da alcuna tradizione trasmessa, e sono, non per caso, cinque animali del bosco europeo.
Non è psicoterapia. Non tratta patologie, non formula diagnosi, non sostituisce alcun percorso clinico. È un lavoro di accompagnamento evolutivo, rivolto a persone in normale difficoltà di crescita.


FAQ - Domande frequenti
Devo aver già fatto un lavoro su di me? No. Il percorso accoglie sia chi è alla prima esperienza sia chi ha già un cammino alle spalle. Il tragitto funziona in entrambi i casi, e in particolare non richiede familiarità con il linguaggio simbolico: si passa dal corpo, non dai concetti.
Sarò obbligato a parlare o a espormi? No. Ognuno partecipa nella misura che sente. Mio compio è guidare ognuno all'esperienza nella modalità più adatta per quello di cui hai bisogno.
È una terapia? No. Il counseling non è psicoterapia e non tratta patologie. È un accompagnamento alla consapevolezza e alla scelta, rivolto a persone in una normale difficoltà evolutiva.
Gli archetipi e gli animali sono qualcosa di esoterico? No. Sono immagini di lavoro. Servono a rendere riconoscibile anche attraverso il corpo una forza che altrimenti resterebbe un'idea astratta. Non c'è nulla da credere: c'è qualcosa da provare.
Perché Sacer e non un nome più comprensibile? Perché nessun altro nome dice la stessa cosa. Il disgusto non separa secondo una legge: separa nel corpo, per contatto, e sacer è precisamente ciò che è messo a parte. Il termine si spiega in aula in un minuto, con un esempio corporeo.
Che differenza c'è con il percorso introduttivo? Il percorso introduttivo è un lovoro esperienziale per entrare in contatto con le cinque forze. Il ciclo completo scende sulle forme in cui quelle forze restano bloccate, e questo richiede sia la cornice individuale che il ciclo nel gruppo che il lavboratorio non ha.
Perché sei incontri se gli archetipi sono cinque? Le prime cinque giornate sono dedicate alle cinque forze. La sesta è al centro del cerchio: è la giornata in cui il lavoro fatto si compone. Per questo richiede di aver percorso le cinque giornate precedenti; in caso di assenza concordiamo insieme come recuperare.
Posso rifarlo? Sì, ed è previsto. Il Cerchio è ciclico: si ritorna sulle stesse cinque forze a una profondità diversa. Non è una ripetizione, è il modo in cui il lavoro procede in un raffinamento progressivo.
Cosa devo portare? Abbigliamento comodo, qualcosa per il pranzo condiviso, qualcosa per prendere nota.
Se sei arrivato fin qui
Ci sono momenti in cui l'impegno non basta.
Il Cerchio non serve a eliminare ciò che ti blocca. Serve a conoscerlo, e a riprendere la libertà di scegliere dove prima c'era un automatismo.
Scrivimi su WhatsApp · oppure compila il modulo qui sotto e ti richiamo.
Il “Camminare il Cerchio” è una metafora della vita: un fluire ciclico ad ogni passo qualcosa in noi cambia, il corpo, la consapevolezza, le emozioni, i punti di vista, le nostre verità.
Se impariamo ad attraversare questi passaggi con presenza e intenzione, possiamo trasformare le difficoltà in risorse e danzare la vita con maggiore forza e libertà.
"Ci sono momenti in cui tutto sembra fermarsi: un muro invisibile, emozioni che non scorrono, obiettivi che sfuggono.
Il Cerchio ti invita a tornare al centro, a riscoprire le tue forze interiori e trasformare ciò che ti blocca in un nuovo andare verso di te.
Vuoi camminare questo viaggio?"
"Non sei arrivato fino a qui per fermarti proprio adesso"
nonno Giovanni
Vuoi maggiori informazioni su eventi e seminari?
Modulo di Registrazione
Supporto per l'individuo, le relazioni, la crescita personale e collettiva
© 2026. All rights reserved.
Francesco Mangialavori
Consulente, Counselor, Formatore e Facilitatore CranioSacrale
Professionista ai sensi della L. 4/2013 - Iscritto nei registri AIDE con la qualifica di Facilitatore di Discipline Evolutive Avanzato (FDEA).
