
6 - Come gestire e vincere la lotta mortale tra i fantasmi nella relazione
Quando il passato entra " a gamba tesa" nella relazione presente. Scopri come esperienze passate, traumi inconsci e neuroplasticità possono influenzare i comportamenti in modi tali da incrinare la fiducia e come ritrovare una comunicazione autentica in una relazione.
VULNERABILITÀCRESCITA PERSONALEGUARIRELERELAZIONIINTEGRAZIONEEMOTIVA
Francesco Mangialavori FGM
10/25/20255 min read
Introduzione
In ogni relazione, ciò che accade “oggi” non è mai soltanto ciò che appare.
Anche quando amiamo profondamente il partner, spesso portiamo con noi ferite e vissuti che risalgono al “prima”: eventi non pienamente elaborati, segnali silenziosi del corpo e della mente, schemi automatici che si attivano all’improvviso. Quando queste esperienze passate (talvolta traumatiche e inconsce) si attivano nel presente, possono destabilizzare il legame perché non è più il partner ad essere davanti a noi: è la nostra ferita che reagisce.
La neuroplasticità, la capacità del cervello di modellarsi a seguito delle esperienze significative, gioca un ruolo centrale in questo schema. Un sistema nervoso che ha sperimentato pericoli, abbandoni, rifiuti o ferite relazionali riconosce "ambienti" nuovi spesso come potenzialmente “sicuri”, ma li vive con una serie di allarmi pre-installati. In tal modo, anche gesti innocenti o naturali del partner possono essere interpretati come minacce o segnali di pericolo. Ricerche mostrano che l’esposizione a traumi precoci è associata a stili di attaccamento insicuri e che, questi ultimi, influenzano la qualità delle relazioni adulte.
In questi casi, la fiducia può incrinarsi non tanto perché l’altro abbia “fatto” qualcosa di sbagliato, ma perché la nostra mente inconscia innesca meccanismi di difesa: ci mettiamo in guardia, ci chiudiamo, agiamo non più rispetto al partner presente ma dalla memoria inconscia del “fantasma” del passato. Questo può generare incomprensioni, distanza o la sensazione di “non riconoscersi” più nella relazione.
In questo articolo esploreremo: cosa significa che il passato agisca nel presente, come la neuroplasticità e i traumi inconsci plasmino il comportamento nelle relazioni, quali segnali osservare quando la fiducia rischia di venir meno e, infine, alcune strategie pratiche per ritrovare comunicazione, presenza e fiducia.
Sono i fantasmi del passato che tornano o ...
Come si formano i nostri legami?
Neuroplasticità e apprendimento emotivo: il cervello e il corpo plasmano i nostri legami
L’attaccamento è il sistema biologico ed emotivo che regola il bisogno umano di vicinanza e protezione.
Attraverso le interazioni ripetute con le figure di riferimento, l'essere umano crea una matrice interna che guida il modo in cui ci relazioniamo per tutta la vita. La teoria dell'attaccamento descrive come i modelli e le esperienze di attaccamento siano fondamentali non solo nel formare i “modelli operativi interni” che guidano le relazioni adulte (come interpretiamo segnali emotivi, chiediamo aiuto, tolleriamo la distanza, ad esempio), e gli studi recenti sulla neuroplasticità ci dicono che il cervello cambia: crea nuovi percorsi neurali, rinforza comportamenti ripetuti e può anche consolidare schemi di difesa. In termini relazionali, laddove in età precoce o in esperienze significative abbiamo vissuto ferite relazionali (abbandono, rifiuto, critiche, tradimenti), il cervello può aver “memorizzato” il legame relazionale pericoloso o instabile. Ciò significa che, anche in contesti sicuri, il sistema nervoso può reagire come se fosse di fronte a una minaccia, protando tensione, chiusura emotiva e attivazione difensiva.
(*John Bowlby, Mary Ainsworth, David Wallin ...)
Traumi inconsci, attaccamento e relazioni adulte
Le teorie dell’attaccamento mostrano che uno stile di attaccamento insicuro (ansioso, evitante, disorganizzato) si associa spesso a traumi o esperienze relazionali difficili in età precoce. Ad esempio, uno studio recente ha trovato che il trauma infantile predice una minore soddisfazione nelle relazioni romantiche e che questo effetto è mediato dallo stile di attaccamento. Un’altra ricerca ha mostrato che le esperienze traumatiche peggiorano l’attaccamento sicuro e aumentano la probabilità di attaccamento “pauroso” o “preoccupato”. Questo significa che nelle relazioni adulte possiamo non reagire soltanto al partner, ma alla nostra memoria corporea/emotiva che “riconosce” un possibile pericolo e attiva difese.
Quando la fiducia si incrina...
Quando queste dinamiche entrano in gioco nella relazione, la fiducia, che è la base del legame, può venir meno. Vediamo come:
Il partner può non “essere visto” secondo la realtà presente, ma filtrato attraverso la lente del passato: “Ti stai comportando come…” oppure “Ecco, sta per succedere di nuovo…”
La reazione non è solo emotiva, ma fisiologica: il corpo “riconosce” una minaccia, attiva sistemi di emergenza, si chiude o si ritira.
Il dialogo si interrompe: anziché comunicare vulnerabilità, si mette in atto difesa, controllo, accuse.
Le ferite reciproche entrano in scena: entrambi possono trovarsi a rispondere alla ferita dell’altro, invece che incontrarsi come persone presenti.
Da lì può emergere la sensazione che “non ci si riconosce più”, o che “non è più come prima”, perché la relazione non è più solo legame, ma campo di battaglia tra ferite spesso prececenti.
Riconoscere questi meccanismi non è diretto a colpevolizzare nessuno, ma ad aumentare la consapevolezza: significa sapere che quando reagiamo “in automatico”, probabilmente stiamo rispondendo a un fantasma interno, non solo a ciò che l’altro fa.
Come ritrovare fiducia: presenza e connessione autentica
Ascoltare il corpo e la mente
Il corpo dà segnali: tensione, nodo alla gola, battito accelerato, respiro corto… Questi possono indicare che il passato si è riattivato. Pratiche di consapevolezza corporea, respirazione e rilassamento aiutano a “scendere” dal pilota automatico e tornare al presente.
Comunicazione da cuore a cuore
Quando si parla, non è solo “cosa” dici, ma “come” lo dici. Comunicare vulnerabilità, riconoscere la propria parte che reagisce, dire “sento che sto reagendo da una ferita” apre spazi di connessione. Questo tipo di dialogo promuove fiducia perché invita l’altro a conoscerci davvero, non solo limitandosi alla forma che assumiamo quando siamo in difesa.
Il supporto professionale come risorsa
Un percorso di counseling, consapevolezza, crescita, terapie e tecniche corporee (come la terapia craniosacrale) può aiutare a: integrare esperienze passate, regolare il sistema nervoso, liberare schemi automatici e ristabilire un senso di sicurezza interna attraverso la relazione di attaccamento sicuro con il professionista . La ricerca sulla neuroplasticità indica che il cervello può “disdire” vecchi percorsi attraverso nuove esperienze significative e crearne di nuovi più funzionali.
5 passi che possono aiutarti ad uscire dal meccanismo delle proiezioni e reazioni e recuperare spazi di fiducia dopo la lotta tra fantasmi:
1️⃣ Sospendi il giudizio – Appena puoi Osserva, non reagire subito.
2️⃣ Ascolta il corpo – Il corpo ricorda prima della mente, è la tua bussola emotiva.
3️⃣ Parla da cuore a cuore – “In questo momento mi sento…” Condividere la vulnerabilità in una comunicazione sicura e protetta.
4️⃣ Chiedi supporto professionale – Per regolare e integrare, partecipa a corsi e seminari di integrazione emozionale e rivolgiti a professionisti validi.
5️⃣ Crea nuovi rituali di fiducia – Piccoli gesti quotidiani di presenza e un nuovo "terreno" di fiducia".
Ovviamente, per quanto io sappia bene come funzioni e spesso aiuto altri, coppie e gruppi a fare i giusti passi, mi capita ancora di riuscire, spesso, solo dopo le reazioni a ricordarmi cosa sarebbe stato meglio fare, quando ormai il peggio è già accaduto e mi impegno a recuperare il campo di fiducia e apertura. Non sempre ci riesco prima, ma quasi sempre ci provo!
Conclusione
Quando inseriamo nella relazione i “fantasmi” delle nostre esperienze passate, ferite inconsce, meccanismi automatici di difesa, schemi neurali consolidati, rischiamo di non vedere più il partner, ma la nostra parte ferita. È in questi momenti che la fiducia può vacillare, perché il legame è attraversato da dinamiche non vissute pienamente. Tuttavia, è anche in questi momenti che la relazione può trasformarsi in occasione di crescita: se riusciamo a riconoscere cosa è attuale e cosa è memoria, se impariamo a comunicare dal cuore, se consentiamo al corpo di dire ciò che la mente non ha ancora elaborato, possiamo creare un nuovo percorso di fiducia, ascolto e connessione autentica.
Questi atti apparentemente semplici sono in realtà rivoluzionari.
Se senti che nella tua relazione ci sono distanze inspiegabili, reazioni che non capisci, la fiducia che fatica a tornare… possiamo lavorarci insieme. Ti propongo un percorso personalizzato che integra il corpo, la mente e la relazione per riconoscere i tuoi fantasmi interni e tornare a incontrare il partner davvero.
Contattami, partecipa ai seminari, condividi la tua esperienza, e scopri come piccoli strumenti quotidiani possono iniziare a trasformare le resistenze in risorse, aprendo lo spazio alla piena realizzazione, e non dimenticare mai che è buona cosa rivolgersi a professionisti!
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Francesco Mangialavori FGM
Counselor, Facilitatore CranioSacrale, Professionista del Benessere Psicofisico, Trainer - Professionista ai senti della L. 4/2013 - Iscritto nei AIDE registri con la qualifica di Facilitatore di Discipline Evolutive Avanzato (FDEA).
