a cat laying on top of another cat in a car

10 - Perché fai sempre la Vittima? - Perché fai sempre lo Š| rønzœ.?

Il Triangolo del Dramma di Karpman: Come Nasce, Capirlo, Comprenderlo e Uscirne. Scopri come emergono i ruoli disfunzionali, quali strategie e azioni puoi intraprendere da solo e a livello più profondo quali approcci terapeutici possono aiutarti a trasformarli.

VULNERABILITÀRELAZIONEVITTIMAPERSECUTORESALVATORE

Francesco Mangialavori FGM

11/29/20258 min read

Kangaroos are fighting in an upright position.
Kangaroos are fighting in an upright position.
Introduzione

Hai mai notato come, nelle relazioni che contano davvero, si attivino sempre le stesse dinamiche?Magari inizi una conversazione con buone intenzioni e ti ritrovi, quasi senza accorgertene, a sentirti piccolo e impotente, oppure a intervenire per salvare tutti, o ancora a reagire con durezza e controllo. È come se un copione invisibile si riattivasse ogni volta, portandoti a recitare un ruolo già scritto da tempo.

Ti è capitato vero? E hai mai avuto la sensazione di essere intrappolato in situazioni, dinamiche, pensieri e relazioni che sembrano ripetersi sempre con lo stesso schema doloroso? Nello specifico queste dinamiche non sono solo casuali, ma possono essere viste come parte di un modello relazionale ben consolidato noto come Triangolo del Dramma, elaborato dallo psichiatra Stephen B. Karpman.

Quando ti capita di sentirti vittima, è come se non avessi il controllo su di te o sugli eventi; oppure quando finisci per assumere il ruolo di salvatore, stai intervenendo per aggiustare tutto, anche a costo di ignorare i tuoi bisogni; o quando finisci in quello del persecutore, stai criticando o premendo sugli altri, e poi rimuginando sul tuo comportamento?

Il valore del modello può essere banalizzato trasferendo i ruoli dinamici in identità e giudizi, cosa che sarebbe un gran peccato! Perché comprendere questo schema è il primo passo per prendere consapevolezza di sé, sciogliere vecchi nodi e aprire la strada a una vita, comunicazioni e relazioni più autentiche e appaganti.

🌿 L’invito è a osservare senza fretta, a percepire le sensazioni nel corpo, a sentire le emozioni emergere senza reprimerle. In questo percorso, la lentezza diventa strumento terapeutico: un gesto semplice, ma potente, che permette di sostare prima di reagire, di scegliere piuttosto che subire, e se il tempo incalza occorre spostarsi e fermarsi. Ogni passo di consapevolezza, anche piccolo, apre la possibilità di trasformare le relazioni e i ruoli che tendono a ripetersi.

Il Triangolo del Dramma di Karpman: Come Nasce, Capirlo, Comprenderlo e Uscirne.

Cosa è il Triangolo del Dramma secondo Karpman

❤️ Questo articolo ti guida a:

  1. Riconoscere i ruoli e le dinamiche del Triangolo del Dramma secondo Karpman;

  2. Comprendere i meccanismi psicologici e di regolazione emotiva che li sostengono;

  3. Integrare micro-pratiche quotidiane di consapevolezza e presenza che favoriscono relazioni più sane e autentiche;

  4. Conoscere approcci terapeutici efficaci (TA, EFT, IFS, PoliVagale Teoria, …)

Questi sono i ruoli d’azione: il Persecutore, il Salvatore e la Vittima, ovvero P, S e V, nel diagramma.
Analizzando i racconti delle persone, o i nostri pensieri, o i film o le fiabe, si può osservare che il dramma inizia quando questi ruoli vengono stabiliti o sono anticipati. Poi accade che la storia si dipani e non c'è dramma finché non c'è uno scambio di ruoli.

Vediamo Come Nasce

Cominciamo dalle Storie: "Nel Pifferaio Magico di Hamelin, ad esempio, l'eroe inizia come Salvatore della città e Persecutore dei topi, poi diventa Vittima del doppio gioco del sindaco che da Vittima (dei topi) e Salvatore della Città (ingaggia il Pifferaio), diventa Persecutore (non vuole pagargli la parcella). Così il Pifferaio per vendetta, si trasforma in Persecutore (della città e del Sindaco) rapendo i bambini della città. Il sindaco passa da Vittima (dei topi), a Soccorritore (che assolda il Pifferaio Magico), a Persecutore (facendo il doppio gioco), a Vittima nuovamente (i figli/la figlia viene portata via). I bambini passano da Vittime Perseguitate (dai topi) a Vittime Salvate, e poi a Vittime Perseguitate dal loro Soccorritore (è da notare come questo sia il contrasto più marcato nella fiaba)."

Capire il cambio continuo di ruoli.

Possiamo capire bene come funzionano le inversioni laddove c'è un solo scambio principale, ad esempio nella seguente frase: ”Non reagire così!, Sto solo cercando di aiutarti!” c'è una rotazione nel triangolo del dramma: la Vittima diventa Persecutore e il Salvatore ora diventa la nuova Vittima.
Capire la dinamica significa ammettere che tante volte nei nostri drammi ci sono tanti capovolgimenti di fronti e, quanto maggiori sono il numero di eventi, e gli scambi per evento, la trama si intreccia ed annoda e noi ed ogni altra persona spesso interpreteremo due o anche tutti e tre i ruoli contemporaneamente.
Penso che anche a te sia capitato di vedere come alcune persone possano poi finire per rimanere bloccate nella percezione delle cose in un angolo del triangolo, come fosse la loro unica finestra sul mondo.

L’obiettivo è darti non solo conoscenza teorica o permetterti di fare il persecutore giudicante puntando il dito destra e a manca, ma incuriosirti e darti accesso ad una mappa esperienziale che ti porti dalla comprensione alla trasformazione. Mi capita spesso di farlo nelle sessioni con le persone e anche in questo articolo ti accompagnerò con empatia, professionalità e imparzialità, come il terapeuta che ti invita a esplorare la tua vita con rispetto e gentilezza.

Perché questa dinamica si mantiene?

Il triangolo non è solo una struttura astratta: essa tiene in vita meccanismi psicologici profondi. Quando entriamo in uno di questi ruoli, spesso stiamo rispondendo a bisogni antichi, ferite di copione, collegandolo a copioni familiari, storie di dipendenze e co-dipendenze nelle famiglie di origine e meccanismi esistenziali.

Inoltre, i ruoli hanno un grande potere perché si auto-rinforzano: chi “salva” riceve gratitudine e senso di utilità, chi “perseguita” può sentirsi potente, e chi “subisce” può evitare il rischio del cambiamento reale.

I meccanismi di difesa e le strategie di sopravvivenza.

Quando entriamo nel Triangolo del Dramma, lo facciamo spesso per proteggerci, anche se a guardarlo consciamente può sembrare distruttivo. “sbudellamenti” emotivi, “memorie” corporee e “questioni” antiche vengono attivate, il tutto in automatico perché il nostro “io” reagisce con strategie che un tempo ci sono state utili.

  • Quando interpreti la Vittima, potresti usare il ritiro, la lamentela, la passività. Queste non sono solo modalità passivo-aggressive: sono modalità difensive che servono a evitare il dolore, il confronto o il rischio di fallimento.

  • Quando sei il Persecutore, è possibile che tu reagisca con critica, attacco verbale, aggressività anche solo per difendere il tuo confine, il tuo meccanismo, il tuo attaccamento o per non sentire la vulnerabilità.

  • Quando sei il Salvatore, potresti iper‑attivarti per risolvere i problemi degli altri, a scapito dei tuoi bisogni. A volte finisci per sacrificare te stesso nella speranza di sentirti utile e apprezzato, o sei alla ricerca del premio o dell’assoluzione.

Queste strategie non sono “giuste o sbagliate”: sono il risultato di come hai imparato a gestire il dolore nei momenti difficili. Ma nella tua vita presente, essi possono generare cicli di conflitto, dipendenza o risentimento senza fine.

Strategie pratiche nella vita quotidiana
(sono cose da imparare prima dell’incendio! In caso di fiamma viva meglio astenersi o sarebbero esplosivi!!)

Ecco alcuni strumenti concreti che puoi iniziare imparare ad usare per ridurre la ricorrenza del Triangolo del Dramma nelle tue relazioni:

  1. Micro-rituali di connessione

    • Proponi brevi check-in con le persone vicine (partner, amici, colleghi): “Come stai emotivamente oggi?”

    • Usa la validazione: quando l’altro parla, rispondi con parole che mostrino che ascolti (“Capisco che ti senti …”) e non aggiungere altro!.

  2. Regolazione emotiva

    • Quando senti emergere un ruolo (Persecutore, Salvatore, Vittima), fermati qualche secondo, respira profondamente e osserva cosa sta accadendo dentro di te: sensazioni nel corpo, pensieri ricorrenti.

    • Pratica regolari esercizi di grounding (es. portare l’attenzione ai piedi, alla respirazione) per stabilizzare il sistema nervoso.

  3. Dialogo protetto

    • Se sei in un conflitto, proponi un “dialogo protetto”: ciascuno esprime i propri sentimenti senza accusare, e l’altro risponde con riflessione (“Sento che dici che…”).

    • Usa un timer breve (es. 2 minuti per parte) per garantire equilibrio.

  4. Tecniche di validazione

    • Validare non significa essere d’accordo, ma riconoscere l’esperienza emotiva dell’altro: “Capisco che questo ti colpisce profondamente.”

    • Anche per te stesso: quando noti una parte di te nel triangolo, riconosci con gentilezza (“Sento che la parte che vuole salvare ha paura di non essere utile”).

  5. Lentezza intenzionale

    • Quando senti l’impulso di reagire (criticare, intervenire, ritirarti), concediti uno spazio di pausa: anche solo 5 secondi possono cambiare il corso della dinamica.

    • Usa una domanda come “Quanto mi sta aiutando davvero questa azione?” prima di agire.

  6. Gesti riparativi

    • Se hai fallito (es. sei stato troppo critico, hai “salvato” troppo), proponi un gesto riparativo semplice: chiedi scusa, ammetti il tuo ruolo, proponi una pausa per ridiscutere con mente più calma.

    • Pratica piccoli atti di gentilezza anche verso te stesso: scrivi una frase di compassione (“Sto imparando, posso fare diversamente la prossima volta”).

🌿 Approcci terapeutici:
  • Emotionally Focused Therapy (EFT) – Sue Johnson: lavora sul legame emotivo e la sicurezza relazionale; esercizio: identificare i ruoli attivati e validare le emozioni proprie e altrui. (Johnson, 2004)

  • Internal Family Systems (IFS) – Richard Schwartz: esplora le “parti” interne, identificando il ruolo disfunzionale come parte protettiva; esercizio: dialogo interno tra le parti. (Schwartz, 1995)

  • Analisi Transazionale (AT)– Stephen B. Karpman / Eric Berne: osserva i copioni e i giochi di ruolo, riconoscendo schemi ricorrenti; esercizio: tenere un diario dei ruoli assunti. (Karpman, 1968)

  • Polyvagal Theory (PVT)– Stephen Porges: regola il sistema nervoso per ridurre la reattività automatica; esercizio: respirazione consapevole e grounding. (Porges, 2011)

Queste non sono solo tecniche praticabili da chiunque, ci tengo sempre a sottolinearlo: la relazione terapeutica sana, quella che si sviluppa in analisi, per intenderci, è il terreno sicuro in cui si può sperare di agire il lavoro su traumi, dipendenze, co-dipendenze, relazioni disfunzionali, ecc.
Ci sono molte pratiche ed esperienze, e ne parlo per conoscenza diretta e con cognizione di causa, che possono decisamente, e anche profondamente, agevolare, aiutare e sostenere il recupero dai traumi profondi, in tutti i casi il terreno della relazione con il terapista, con lo psicoterapeuta è per me fondamentale.

Conclusione

Il Triangolo del Dramma di Karpman non è una condanna inesorabile, ma una mappa. È un modello che ti offre la possibilità di uscire da cicli dolorosi e ripetitivi. Non sei per sempre intrappolato, se non lo vuoi, nei ruoli di Vittima, Persecutore o Salvatore: con consapevolezza e strumenti terapeutici, puoi scegliere di rispondere in modo diverso.

La chiave sta nella gentilezza verso te stesso, nella cura del tuo sistema nervoso, nella pratica del dialogo autentico e nel mettere in gioco parti di te che forse non hai ancora ascoltato. Ogni passo conta, anche i più piccoli: non serve una trasformazione istantanea, ma una progressiva rete di comprensione, regolazione e scelta.

Uscire dal Triangolo del Dramma non significa eliminare i conflitti o i ruoli, ma riconoscerli e scegliere come rispondere. Camminare fuori dal Triangolo del Dramma significa riscoprire il potere della vulnerabilità, la forza del confine e la bellezza delle relazioni non manipolative (lo vedremo meglio nei prossimi due articoli).

🧠 Coltivare la presenza richiede pratica: micro-rituali quotidiani, dialoghi attenti, validazione e gesti riparativi sono strumenti concreti per costruire nuove abitudini relazionali. Ogni piccolo passo contribuisce a creare una relazione più autentica con sé stessi e con gli altri.

❤️ Se senti che il Triangolo del Dramma ti riguarda da vicino, è possibile esplorare i propri copioni interiori, riconoscere le parti che guidano comportamenti automatici e imparare a rispondere con più presenza, equilibrio e autenticità, affrontandolo con il supporto di un professionista. E dove sarà necessario puoi avvalerti di percorsi terapeutici delicati e strutturati, come EFT, IFS o Analisi Transazionale ecc. Insieme possiamo indagare i tuoi copioni interiori, attivare parti più integrate e costruire relazioni più sane e autentiche. Contattami per una prima sessione di esplorazione.

Quanto ti è piaciuto questo articolo?

photo of silhouette photo of man standing on rock
photo of silhouette photo of man standing on rock

Lascia un commento